E' il primo testo di teatro che ho firmato.
Il concetto era la la dualità: due autori (io e Massimo Izzo), due protagonisti, due corti, due generi completamente diversi, due suicidi in ogni storia. Il tema del suicidio non è trattato in quanto fenomeno psicologico, ma è centrale.
Nel primo corto una ragazza si ritrova sul "ponte dei suicidi". Scavalca il parapetto e scopre poco distante un ragazzo nella sua stessa situazione. Da qui parte una tragicomica schermaglia in cui ognuno tenta di dissuadere l'altro per essere l'esclusivo utilizzatore del ponte, fino ad un finale inaspettato.
Il secondo corto è drammatico: in quella che apparentemente è una seduta psicologica, paziente e dottore dimostrano di essere molto più legati e per motivi molto più gravi di quello che sembra. Quando la verità sarà svelata, entrambi capiranno di non avere altra scelta.
Il mio secondo testo, scritto anche questo a due mani con Massimo Izzo. E' una commedia comica e veloce in cui un gruppo di amici, un piano strampalato, un farmaco miracoloso, un matrimonio imminente ma soprattutto "la pessima abitudine" (almeno così dicono le donne) che hanno gli uomini di guardare le altre femmine anche se sono fidanzati, si combinano insieme nel più pericoloso modo possibile.
Ad uno scrittore viene commissionato uno spettacolo thriller con un titolo improbabile. Mentre scrive, la scena prende vita dietro di lui. Un'eccezionale ondata di maltempo sta per abbattersi sulla città. In attesa che l’emergenza passi, due ladri si rifugiano nello scantinato di una casa. Al piano superiore, una famiglia rientra a causa di un incidente stradale. I ladri origliando apprendono che sono assassini psicopatici. Decidono di scappare, ma sono bloccati da una coppia in cerca di riparo. Arriva la polizia insospettita. Intreccio complicatissimo in cui tutti hanno delle colpe da nascondere e si accusano cercando di incastrarsi a vicenda. La situazione si riduce ad una sola scelta: chi uccidere. Ma a questo punto richiama il committente che ha cambiato idea: vuole uno spettacolo demenziale, più leggero. Gli attori esasperati si ribellano, riuscirà lo scrittore a consegnare il lavoro?
Il sequel di uno spettacolo che ha fatto quasi cento repliche continua la storia mostrandoci il vero giorno del matrimonio dei protagonisti de "La pessima Abitudine". Anzi della notte di nozze. Ma la vera storia, è successa prima. Confuso? Non avete idea.
Sequel di "Se il buongiorno si vede dal mattino" di Massimo Izzo.
Volevamo sfruttare il traino dell'altissimo (per i nostri standard) seguito e apprezzamento avuto dallo spettacolo, lei cui armi vincenti erano state la demenzialità dei personaggi e delle situazioni.
Il testo descrive il giorno di due ragazzi pronti per sposarsi. Quasi, perchè in uno strip club dal nome improponibile (Fuori di Tetta) si risveglia la futura sposa che non può andare in chiesa perchè si scopre legata ad un palo da lapdance.
E si ritrova una fede al dito che proprio non sa giustificare... Ma in chiesa è in ritardo anche il futuro sposo, perchè alle prese, anche lui, coi postumi di una notte scatenata. Il padre della sposa manda due energumeni allo strip club a salvare la ragazza, mentre la mamma si occupa di recuperare lo sposo e portarlo in chiesa. Ma gli energumeni prendono la ragazza sbagliata e lo sposo ha ancora qualche problemino da risolvere... Uno spettacolo con 16 personaggi assurdi, ninja, preti spogliarellisti e malviventi compresi!
Testo collaudato e sempre apprezzato.
Commedia demenziale strutturata come teatro nel teatro. Una compagnia sgangherata si reca a teatro per cominciare a montare lo spettacolo. Ma i tecnici delle luci e si accorgono di un errore madornale: c'è il pubblico in sala. Fra attori con attacchi di panico, attrici isteriche, tecnici reclutati all'istante il regista cerca di mettere in piedi un cast improvvisato, provare il provabile e salvare il salvabile. Il risultato sarà che il dramma esistenziale che il pubblico si aspetta di vedere si rivela nella uno spettacolo esilarante.
E' la riscrittura in versione autonoma, snellita ed aggiornata de "La pessima abitudine 2". Commedia comica, leggera e senza pretese, la cui trama si svolge intorno alla serie di eventi successi al ricevimento dopo un matrimonio. Auto in piscina, quadri elettrici esplosi, rapporti incestuosi, consumo di droga, risse, è successo proprio di tutto. E il giorno dopo, è il momento di fare i conti… Con un linguaggio veloce e disincantato, si gioca sugli equivoci, sui malintesi e sulle perenni difficoltà di gestione dei rapporti di coppia, amicizia e famiglia, cercando di risultare divertente e leggera.
Versione autonoma de "Se il buongiorno si vede dal mattino 2".
Ho pensato fosse una buona idea eliminare personaggi, intrecci e battute che lo legavano a "Se il buongiorno...", tuttavia malgrado trovo contenga ottimi spunti, non sono mai stato convinto pienamente del risultato. La trama è rimasta simile: una ragazza in abiti succinti si sveglia incastrata ad un palo da lapdance in un locale a luci rosse: nessun problema, se non fosse che è la sposa che ha appena festeggiato il suo addio al nubilato. Ah sì, forse si è anche sposata con uno spogliarellista. La mamma incarica due scagnozzi di portarla di peso in chiesa, ma sbagliano persona. Lo spogliarellista decide di mandare a monte la cerimonia. Vi immaginate la faccia dello sposo? Ah giusto, nemmeno lui si è presentato in chiesa. Ma come diceva uno... questo matrimonio s'ha da fare!
Commedia comica e scanzonata, se non si era capito, in cui personaggi, situazioni ed intrecci si mescolano per puro intrattenimento.
E' una commedia tragicomica che parla delle bugie, quanto sia comune e pericoloso abusarne e come possano intaccare o rendere difficile la relazione con gli altri. In una seduta di un gruppo di sostegno per la bugia patologica vengono presentate le storie dei partecipanti e del moderatore. Vengono utilizzati dei flashback caratterizzati da atmosfere diverse, ognuno dedicato ad una sfumatura differente di bugia. Nell’evoluzione delle storie e attraverso il personaggio destabilizzante di una sconosciuta verrà mostrato l’effetto nascosto delle bugie di non rendere riconoscibile la verità.
Sono una persona sgradevole (2021)
Testo di stand up, con una versione corta scritta principalmente per partecipare al concorso Roma Comic Off, poi portata in varie serate e che ha avuto un riconoscimento al "Artisti sul comò". Il testo intero è rimasto inedito.
Il tema è deridere le convenzioni sociali attraverso un personaggio salace e sarcastico.
La festa che non ti aspetti (2022)
Premiato in vari concorsi fino ad aver rappresentato il Lazio nel Gran Prix nazionale del teatro, E' un testo che si propone di essere brillante e dai ritmi serrati su un argomento leggero, non volgare e con un minimo uso della parolaccia. Si gioca molto su equivoci, giochi di parole e scambio di ruoli. La storia evolve nell'arco di due giorni e verte sulla preparazione di una festa a sorpresa che porterà a scoperte e ridefinizione dei rapporti interpersonali fra i personaggi, fino a far riflettere su maturità e responsabilità nel rapporto di coppia.
Cercando di rimanere scorrevole, comico e con un pizzico di originalità.
Het Waat (2023)
Miglior monologo, miglior testo, migliore attrice al concorso "Il giorno della memoria".
E' la ricostruzione storica attraverso gli occhi di una spettatrice presente degli eventi del processo Eichmann, interpretata attraverso i pensieri espressi da Hannah Arendt ne "La banalità del male".
Testo suggestivo, intenso e profondo.
Crostata di ciliegie (2023)
Miglior monologo, migliore attrice al concorso "Laccio Rosso - stop al femminicidio".
Una donna si reca presso la stazione dei carabinieri di zona per rendere testimonianza riguardo ai fatti avvenuti durante una lite familiare. Attraverso le sue dichiarazioni, si vuole far riflettere sull’aspetto grottesco dell’uso di stereotipate espressioni tolleranti, ciniche e giustificative nei confronti del tema della violenza domestica. Indifferenza e desensibilizzazione sociale sono conseguenze che si rispecchiano nell’ostinazione della protagonista di volersi considerare “una persona perbene”.
E' uno spettacolo struggente, intenso e difficile che parla d’amore, raccontato attraverso l’arco della vita di due persone. Nel corso del tempo avranno modo di sperimentare nuove sensazioni e sentimenti, fino alla
consapevolezza che l’amore è un sentimento complesso e articolato, incomprensibile e capriccioso, che porta una felicità a volte difficile da riconoscere perché molto spesso sfuggente nelle sue manifestazioni. E che non
sempre è facile riconoscerlo e a volte, capiamo quando è troppo tardi.
Lucio e Renata si conoscono da bambini e per tutta la vita il loro rapporto sarà sempre
articolato, difficile, totalizzante. Uno scontro di personalità in cui l’amore sembra impossibile,
ma che inesorabile scava un percorso sfuggente e complesso, assumendo forme complicate e capace di superare le situazioni più difficili. Quanto sia reale o grande e quanto abbia influenzato le loro vite, Lucio e Renata lo capiranno quando è troppo tardi. Ma non sarebbe magico se avessero l’opportunità di rivedersi in quei momenti?
Spettacolo composto di due storie disturbanti con un comune denominatore: la paura. Nel mio atto, di genere thriller, una ragazza viene ritrovata sperduta in un bosco, ma immediatamente dopo essere stata soccorsa subisce un interrogatorio pressante perchè molte cose della sua vicenda non convincono. infatti, tra contraddizioni, colpi di scena ed un finale a sorpresa la verità si rivelerà molto più torbida.
Arcobaleno (2025)
La registrazione di un quiz a premi in uno studio televisivo è in realtà una cornice leggera e scanzonata che racchiude un'antologia di monologhi in cui si esplora il tema
dell'associazione tra colori ed emozioni.
Ogni colore dell'arcobaleno è simbolicamente legato ad emozioni, sensazioni e sentimenti e rappresentato da un monologo che riflette esperienze di vita e sentimenti complessi. Così come i diversi colori emergono da una luce unica, quando si mescolano rappresentano una metafora della vita, in cui le emozioni, pur essendo distinte e riconoscibili, si intrecciano per formare la luce bianca.
C'è il presentatore, ci sono i concorrenti, gli stacchi musicali, c'è il gioco.
C'è l'arcobaleno.
In questa versione abbiamo aggiunto anche il corpo di ballo, l'assistente di scena e la regia.
Commedia che esplora le dinamiche surreali di una giornata di colloqui di lavoro un po' fuori dal normale, nel quale si intrecciano storie personali dei vari protagonisti. I personaggi cercano di
rappresentare le insicurezze e le ansie tipiche del contesto lavorativo attraverso
comportamenti, dialoghi e caratteristiche personali. Si parla di privacy, sesso e vulnerabilità umane che emergono in questo contesto. Il linguaggio scelto è quello delle situazioni ironiche, dialoghi surreali e vivaci durante ui colloqui, che cercano di esplorare in modo satirico le tensioni, le paranoie e le assurdità associati ai traumi di vita vissuta.
Un autore immagina nella sua testa uno spettacolo e il suo protagonista prende forma sul palco. Ma basta poco e questo si ribella e prende vita: comincia un braccio di ferro che farà animare altri personaggi che creeranno una confusione incredibile.
Il testo parla del maschio performativo, della donna oggetto, del machismo, della difficoltà (tipicamente maschile) di identificarsi in una tipologia, perennemente in conflitto fra il suo lato primitivo e sensibile. Il linguaggio è volutamente molto diretto e provocatorio.
In fase di scrittura.
Uno spettacolo di teatro viene interrotto da una lite sul palco fra i vari attori: emergono così attriti che in seguito esplodono durante le prove per i saluti finali. Fra compensi non pagati, attrici impegnate, sconclusionati guru influencer, ed ovviamente amanti segreti, lo scopo è quello di intrattenere con ritmi serrati e comicità.
E' un testo in fase avanzata di completamento ma in cerca di una definizione stabile.
L'intento è parlare di Intelligenza artificiale e delle difficoltà che avremo a rapportarci moralmente con essa. Cosa sarà considerato etico e cosa no, quali saranno i nostri limiti e come ci dovremo regolare?
Il tema è mostrato attraverso episodi (per ora due) che evidenziano paradossi psicologici e le nostre inadeguatezze di fronte ad essi.
Profondamente ispirato dal lavoro di Isaac Asimov a partire da "Io robot" (da cui il film con will Smith che però c'entra veramente poco) che già a partire dagli anni '40 si interrogava sui dilemmi morali, etici ed umani di una convivenza forzata fra esseri umani e sintetici (ora diremmo digitali).
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